I titolari di Partita IVA, al fine di una corretta applicazione della normativa sull’IVA devono obbligatoriamente documentare le operazioni effettuate, in relazione all’attività esercitata, emettendo fattura.

Quest'articolo esplora tutti gli aspetti relativi alla fattura.

 

Soggetti obbligati

L’adempimento dell’emissione della fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili purché contengano gli elementi obbligatori della fattura, ricade sul titolare di partita IVA che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio.

L’obbligo di fatturazione risponde alle esigenze di documentazione e di controllo delle operazioni rilevanti ai fini IVA (imponibili, non imponibili, esenti) e legittima il cedente, o il prestatore, ad esercitare la rivalsa mentre all’acquirente, od il committente, ad operare la detrazione di imposta addebitata in fattura. Tale obbligo, principalmente, ha carattere generale ed è previsto per ogni operazione soggetta ad IVA.

Sono previste alcune eccezioni, ad esempio, per le attività di commercio al minuto e le attività artigianali, per le quali è prevista la certificazione dei corrispettivi, mediante rilascio di scontrino fiscale o ricevuta fiscale; l’emissione della fattura, è comunque dovuta, qualora il cliente la richieda esplicitamente al momento dell’acquisto, qualunque sia l’importo del medesimo.

Infine, la regola di carattere generale che vede come soggetto obbligato ad emettere la fattura il cedente o prestatore, subisce delle eccezioni in particolari circostanze riconducibili alla c.d. “inversione contabile” o “reverse-charge”. Al verificarsi di queste ipotesi, l’obbligo di certificare l’operazione o di liquidare l’imposta nei confronti dell’Erario spetta al cessionario o committente, che dovrà emettere nei confronti di se stesso, sostituendosi al fornitore, una autofattura (è il caso, ad esempio, della cessione di omaggi senza rivalsa dell’IVA da parte dell’impresa produttrice dei beni oggetto dell’omaggio, oppure il caso di acquisto intra-comunitario di beni o servizi da un soggetto non residente nel territorio dello Stato e che non abbia nemmeno provveduto a nominare un rappresentante fiscale o una rappresentanza stabile in Italia).

Numerazione delle fatture

In tema di numerazione della fatture l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata con la Risoluzione n. 1 del 10 gennaio 2013 in riferimento al fatto che per le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2013, la fattura deve contenere un “numero progressivo che la identifichi in modo univoco”. In particolare viene evidenziato che, a decorrere dal 1° gennaio 2013:

  • può essere adottata una numerazione progressiva che parta dal numero 1 e prosegua ininterrottamente per tutti gli anni solari di attività del contribuente. Questa tipologia di numerazione progressiva è, di per sé, idonea ad identificare in modo univoco la fattura, in considerazione della irripetibilità del numero di volta in volta attribuito al documento fiscale;

  • la numerazione progressiva può però anche iniziare dal numero successivo a quello dell’ultima fattura emessa nel 2012. Anche in tal caso la tipologia di numerazione progressiva adottata consente l’identificazione in modo univoco della fattura, ancorché la numerazione non inizi da 1.

  • il contribuente può continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare (ogni anno si rinizia da 1), in quanto l’identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data che costituisce un elemento obbligatorio della fattura.

Contenuto

La fattura prodotta in formato cartaceo deve essere emessa in duplice esemplare, con l’obbligo di consegnare o spedire uno degli esemplari all’altra parte.

La fattura deve obbligatoriamente contenere le seguenti indicazioni: data di emissione;

  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco;

  • dati identificativi dell’imprenditore che emette la fattura (ditta/ragione sociale, sede legale, numero di partita IVA e codice fiscale);

  • dati identificativi del cliente:

  • se soggetto passivo ai fini Iva: nome e cognome ovvero, denominazione o ragione sociale, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonchè ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti,numero di partita IVA. In caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento;

  • se soggetto non passivo ai fini Iva : nome e cognome, residenza o domicilio,codice fiscale;

  • natura, qualità e quantità dei beni ceduti e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;

  • il corrispettivo o il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;

  • l’ammontare imponibile IVA;

  • l’aliquota IVA e l’ammontare dell’imposta (nell’ipotesi di fatturazione di più beni soggetti ad aliquote diverse, occorre indicare, per ciascuno di essi, i corrispettivi e le singole aliquote applicabili).

Ulteriori indicazioni sono richieste quando si verificano le seguenti ipotesi: in caso di fatture differite bisogna indicare data e numero del documento di trasporto; la data della prima immatricolazione o iscrizione in pubblici registri e numero dei chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione intra-comunitaria di mezzi di trasporto nuovi; gli estremi della dichiarazione d’intento ricevuta in caso di cessioni ad esportatori abituali.

Occorre ricordare che ai sensi dell’art. 2250 del cod.civ., le società iscritte al registro imprese hanno l’obbligo di indicare sui propri documenti (tra cui le fatture):

  • l’ufficio del registro imprese presso il quale è avvenuta l’iscrizione;
  • il numero di iscrizione al registro;
  • il capitale sociale delle società di capitali;
  • l’eventuale socio unico per le società a responsabilità limitata;
  • l’eventuale stato di messa in liquidazione della società.

Il Decreto legge salva Infrazioni (11 dicembre 2012 , n. 216) ha modificato la disciplina in materia di fatturazione ai fini IVA ponendosi al riparo dalle procedure di infrazione aperte dalla UE nei confronti dell’Italia. La variazioni, attuata in seguito alla ricezione della Direttiva 2010/45/UE, riguardano, tra l’altro:

  • I termini di fatturazione: le fatture relative alle operazioni intra-comunitarie (cessioni di beni intra UE e prestazioni di servizi generiche verso soggetti passivi UE) potranno essere emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.

  • L’inversione contabile con fornitori UE: Il sistema dell'integrazione della fattura del fornitore, ai fini dell'applicazione dell'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile da parte del soggetto passivo nazionale, sarà esteso a tutte le operazioni poste in essere con controparti stabilite in altri Paesi UE (cessioni di beni e prestazioni di servizi) attualmente consentito solo per i servizi generici e per gli acquisti intra-comunitari.

  • L’estensione dell'obbligo di fatturazione e volume d'affari: le operazioni non soggette a IVA ai sensi degli art. da 7-bis a 7-septies del DPR 633/72 saranno soggette anche all'obbligo di registrazione e concorreranno, pertanto, alla determinazione del volume d'affari.

Le differenti tipologie di fattura

Fattura immediata

La fattura deve essere emessa al momento di effettuazione dell’operazione, ossia: all’atto della consegna o spedizione per i beni mobili; al momento della stipulazione dell’atto notarile per i beni immobili; al momento del pagamento del corrispettivo per le prestazioni di servizi La fattura si considera emessa all’atto della consegna o spedizione al cliente ovvero all’atto della sua trasmissione elettronica (non assume alcuna rilevanza il momento di compilazione del documento).

Fattura differita

La fattura differita può essere emessa, in alternativa a quella immediata, con riferimento alle cessioni di beni mobili la cui consegna risulti da un documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione.

In tal caso, la fattura differita è emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello della consegna spedizione e consente quindi di raggruppare in un’unica fattura tutte le consegne fatte allo stesso cliente nel corso dello stesso mese solare.

La fattura differita deve contenere, oltre agli elementi indicati in precedenza, anche la data e il numero dei documenti di trasporto a cui si riferisce.

Se anteriormente all’emissione dei documenti di trasporto, il cedente/prestatore riceve il pagamento parziale o totale del corrispettivo, egli deve emettere la relativa fattura immediata nel giorno in cui è avvenuto il pagamento. Se il pagamento ha luogo contestualmente o successivamente all’emissione del documento di trasporto, resta la facoltà per il cedente di emettere fattura differita.

Fattura accompagnatoria

La fattura accompagnatoria deve riportare sia gli elementi della fattura che le informazioni sul trasporto dei beni venduti; pertanto, come il DDT, accompagna la merce durante il viaggio.

Documento di trasporto (D.D.T.)

Una tipologia di fattura accompagnatoria è il cosiddetto Documento di Trasporto (DDT) in sostituzione della precedente Bolla di Accompagnamento; il DDT certifica il trasferimento di merci dal cedente (venditore) al cessionario (acquirente).

I beni viaggianti non devono quindi più essere scortati obbligatoriamente da un documento durante il trasporto.

Non occorre emettere il documento di trasporto, cosiddetto DDT, per le consegne di beni ceduti con fatturazione immediata. L’obbligo di emissione permane, invece, nel caso in cui si voglia utilizzare la fatturazione differita; esso non deve necessariamente accompagnare i beni ceduti, ma può anche essere spedito o inviato per corriere o per fax. Il DDT è inoltre utilizzabile per la movimentazione dei beni a titolo non traslativo della proprietà (in lavorazione, deposito, comodato, ecc.).

Il DDT deve essere emesso in almeno 2 copie, in forma libera, e deve contenere:

  1. la data di effettuazione dell’operazione (consegna o spedizione)
  2. le generalità del cedente, del cessionario nonché dell’eventuale impresa incaricata del trasporto;
  3. la descrizione della natura, qualità e quantità dei beni ceduti.

E’ il caso di far presente che oltre ai citati elementi occorre anche numerare progressivamente il DDT dato che ai fini dell’emissione della fattura differita, è necessario che in quest’ultima vi sia l’indicazione della data e del numero dei documenti di trasporto o di consegna.

Qualora il trasporto dei beni richieda la presenza di più vettori nell’ambito dell’intera tratta, il contribuente deve utilizzare i documenti di trasporto indicando almeno le generalità del primo incaricato del trasporto.

Fattura semplificata

Dal 1° gennaio 2013 è entrato in vigore il nuovo testo dell’art 21 bis del DPR 633/72 IVA che introduce la fattura semplificata, che potrà essere emessa per:

  • le operazioni di ammontare complessivo non superiore a € 100;

  • le note di variazione ex art. 26, DPR n. 633/72 (per le quali non scatta il limite dell'importo massimo di euro 100)

La fattura semplificata deve contenere (almeno) i seguenti dati: data di emissione;

  1. numero progressivo che la identifichi in modo univoco (vedi nuove regole di numerazione commentate prima);

  2. ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito in Italia può essere indicato il codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo UE, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato di stabilimento;

  3. numero di partita IVA del cedente o prestatore;

  4. dati identificativi del cessionario/committente, descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;

  5. descrizione dei beni o dei servizi ceduti, senza necessità di indicare natura e qualità;

  6. ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata oppure i dati che permettono di calcolarla;

La fattura semplificata non può essere emessa per le seguenti tipologie di operazioni: cessioni intra-comunitarie.

  • operazioni di cui all'art. 21, c. 6-bis, lettera a), ovvero cessioni di beni / prestazioni di servizi diverse da quelle di cui all'art. 10, effettuate da un soggetto passivo italiano ad un soggetto passivo UE, per le quali l'IVA non va applicata in Italia ex artt. da 7 a 7-septies).

La fattura, anche nella modalità semplificata, può essere emessa tramite gli apparecchi misuratori fiscali.

Fatturazione elettronica

L’art 1 del D.leg n° 127/2015 prevede alcune misure per supportare i contribuenti che decidano di optare per l’adozione della fatturazione elettronica. A partire dal 1° luglio 2016, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione di tutti i soggetti passivi IVA un servizio gratuito per la generazione e la trasmissione delle fatture in formato elettronico, anche tra privati. Alla web application si può accedere utilizzando le credenziali fornite agli utenti dei servizi telematici dell’Agenzia, del Sistema pubblico di identità digitale (Spid) e della Carta Nazionale dei Servizi (CNS). È previsto che, dalla stessa data, sia messo a disposizione un ulteriore servizio gratuito per specifiche categorie di soggetti da individuare con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché per la conservazione delle medesime. Si tratta del servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione attualmente distribuito da Unioncamere in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), previsto dall’art. 4, comma 2, del D.M. 3 aprile 2013, n. 55. A decorrere dal 1° gennaio 2017:

  • il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso l’Agenzia delle Entrate, consente a tutti i soggetti passivi IVA l’utilizzo gratuito del Sistema di Interscambio (SdI) ai fini della trasmissione e della ricezione delle fatture elettroniche, nonché delle relative variazioni, tra privati residenti nel territorio delle Stato secondo il formato della fattura elettronica definito “fattura PA”;

  • l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti, mediante l’utilizzo di reti telematiche e anche in formato strutturato, le informazioni acquisite dall’SdI.

Riguardo alle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate dal 1° gennaio 2017, i soggetti passivi possano optare per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate di tutte le fatture emesse e ricevute, nonché delle relative variazioni, mediante l’utilizzo del Sistema di Interscambio o di altro supporto.

Al riguardo, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 182070 del 28 ottobre 2016 ha stabilito che l’opzione per la trasmissione telematica dei dati delle fatture è esercitata esclusivamente in modalità telematica mediante apposita funzionalità presente nel sito web dell’Agenzia delle Entrate. L’opzione può essere esercitata, tramite un apposito servizio on-line presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, previa autenticazione con le credenziali dei servizi telematici, dal soggetto passivo IVA ovvero da un suo delegato secondo le regole dei servizi telematici dell’Agenzia.

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze è stato attribuito il potere di stabilire nuove modalità semplificate di controlli a distanza degli elementi acquisiti dall’Agenzia delle Entrate, basate sul riscontro tra i dati comunicati dai soggetti passivi e le transazioni effettuate, tali da ridurre gli adempimenti di tali soggetti, non ostacolare il normale svolgimento della loro attività economica ed escludere la duplicazione di attività conoscitiva. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate utilizza i dati delle fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni, acquisiti anche mediante il SdI per effettuare controlli incrociati con i dati contenuti in altre banche dati conservate dalla stessa Agenzia o da altre Amministrazioni pubbliche, in modo da favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili ai sensi delle disposizioni che hanno introdotto una specifica forma di collaborazione tra contribuente e Agenzia delle Entrate, strumentale all’assolvimento degli obblighi tributari e all’emersione spontanea delle basi imponibili (art. 1 del D.M. 4 agosto 2016). In caso di omissione della trasmissione dei dati delle fatture, ovvero di trasmissione di dati incompleti o inesatti da parte dei soggetti che esercitato l’opzione si applica la sanzione di cui all’art. 11, comma 1, del Dlgs. n. 471/1997(da euro 250 a euro 2.000).

Dati delle fatture emesse e ricevute oggetto di trasmissione telematica

In base al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 182070 del 28 ottobre 2016, le informazioni da trasmettere sono relative alle: fatture emesse, indipendentemente dalla loro registrazione (comprese quindi, per esempio, quelle annotate o da annotare nel registro dei corrispettivi, di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972); fatture ricevute e bollette doganali, registrate ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, ivi comprese le fatture ricevute da soggetti che si avvalgono del regime forfetario o in regime di vantaggio; note di variazione delle fatture emesse e ricevute.

Come chiarito dalla circolare n. 1/E/2017, dall’obbligo comunicativo sono esclusi i dati contenuti in altri documenti, come le schede carburante, gli scontrini e le ricevute fiscali.

Nota ci credito

La nota di credito è un documento fiscale che deve seguire gli stessi requisiti della fattura art. 21 del DPR 633/72. Alla dicitura "fattura" va sostituita la dicitura "nota credito". Viene adottata dal soggetto emittente per stornare in tutto o in parte una fattura precedentemente emessa.

E' possibile emettere la nota di credito solo se la fattura risulta emessa quindi risulta consegnata all'ente.

Alcuni dei motivi che possono determinare l'emissione della nota credito sono:

  • la fattura non è stata pagata oppure è stata pagata parzialmente. Le parti concordano l'emissione della nota credito.

  • risoluzione del contratto

  • fattura errata. Gli errori relativi all'emissione della fattura possono essere molteplici (ad es. gli importi, la data di emissione, i dati del cliente). In questo caso si può emettere la nota credito solo entro l'anno di emissione della fattura.

Nel caso della fattura elettronica (FatturaPA) è possibile emettere la nota credito solo se lo stato della fattura da stornare è consegnata alla pubblica amministrazione e quindi per la stessa si dispone dell'identificativo del sistema di interscambio.

Nota di debito

La nota di debito è il documento emesso dal venditore quando ha necessità di integrare gli importi esposti in una fattura emessa in precedenza. Nel caso che successivamente all’emissione o alla registrazione della fattura si riscontri un fatto (errore, diverso accordo sopravvenuto, ecc) che comporti un aumento dell’imponibile o dell’Iva, il cedente deve emettere o registrare un’apposita fattura integrativa (nota di debito) per il maggior importo da addebitare al cliente. La nota di debito deve essere emessa qualunque sia la causa della variazione in aumento. Le note di debito devono essere registrate nel registro delle fatture emesse.

 

 

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