Quando il Personal Computer iniziò ad avere un impiego e una diffusione di massa, divenendo un bene a larga diffusione (ed ora è tra i più richiesti), il mercato informatico ben presto finì per passare sotto il controllo monopolistico di poche aziende produttrici, che imposero alle masse le modalità di utilizzo di queste apparecchiature, limitandone di gran lunga le possibilità di sviluppo e le potenzialità.

Tra tutti quelli che acquistano un PC, pochi sono a conoscenza del fatto che questi hanno delle componenti hardware preassemblate, la cui qualità è standardizzata, e questo oltre che alimentare un mercato chiuso tra pochi giganti, non permette la selezione dei singoli componenti in base alle esigenze di ognuno. Ma la cosa più importante è che questi hanno preinstallato un sistema operativo, in genere allegato a diversi pacchetti di applicazioni, tra le più importanti figurano un web browser, un riproduttore multimediale, e un software antivirus. Le maggiori aziende produttrici di software rilasciano una licenza d'uso (chiamata OEM). In questa maniera, in base agli accordi tra produttori, diviene perciò sempre più difficile acquistare un PC senza che questo abbia installato un sistema operativo, come se all'acquisto di un appartamento venga associato anche quello dell'arredamento, che magari può non corrispondere ai nostri gusti e alle nostre esigenze, ma che noi siamo obbligati comunque ad acquistare. Il particolare curioso sta però nel fatto che il cliente, pur avendolo acquistato, non possiede realmente il software, ma ha solamente un permesso di utilizzo, revocabile in qualsiasi momento a discrezione dell'azienda produttrice e senza alcun obbligo di preavviso. E' abbastanza evidente quindi come la logica imperialistica delle multinazionali produttrici di software impedisca lo sviluppo e la crescita del settore, l'allargamento delle conoscenze e delle competenze ad un numero sempre più largo di utenti.

Noi siamo convinti che l'universo informatico sia per la maggior parte delle persone inaccessibile non per un loro limite, ma per il semplice fatto che l'insieme delle competenze teoriche e pratiche che dovrebbero renderli in grado di comprenderlo non vengano loro fornite.

Le aziende multinazionali produttrici di software hanno infatti tutto l'interesse a tenere nascosti i codici sorgenti e molte delle funzionalità dei software che producono, mantenendo così il monopolio del mercato, svantaggiando fortemente le aziende concorrenti che non hanno la possibilità di sviluppare dei prodotti allo stesso livello, dettando legge e decidendo i ritmi di sviluppo. La presenza di bug e di errori all'interno di diverse applicazioni, o peggio ancora di sistemi operativi, potrebbe essere di gran lunga ridotta se non annullata, se si disponesse di un libero accesso al codice sorgente dei software (come già avviene per i sistemi GNU Linux). Oppure, avete mai pensato alla possibilità di fare a meno del vostro software antivirus? Il fatto che i PC, al momento dell'acquisto, vengano forniti con un sistema operativo in dotazione e con un preciso software antivirus dovrebbe farci riflettere: purtroppo il mercato informatico è nella triste situazione per la quale chi possiede la cura, ha tutto l'interesse a farci ammalare.

Una libera fruizione del codice sorgente delle applicazioni annullerebbe questa situazione di monopolio, permetterebbe alle masse di acquisire un numero sempre maggiore di competenze e garantirebbe uno sviluppo sempre maggiore del progresso nel campo dell'informatica. Il codice sorgente infatti non è altro che un insieme di istruzioni, paragonabili a formule matematiche, eseguite dal processore del computer. Si capisce, quindi, che il monopolio del mercato informatico e l'esclusiva dell'accesso al codice sorgente consente alle aziende multinazionali di controllare le ultime tecnologie, con effetto diretto sullo sviluppo dell'umanità, che viene rallentato.

BETA Technologies interviene per sostenere e diffondere quanto più possibile le nuove tecnologie open source, all'interno delle aziende, con il compito e l'obiettivo di portare l'informatica allo stato di scienza pura condivisa, dove non più le macchine sono gestite da colossali aziende risiedenti all'estero ma dall'interno della propria azienda, formando personale dedicato.

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