Bonus insegnanti: ecco chi avrà 500 euro in più sullo stipendio

 l bonus da 500 euro per gli insegnanti è stato confermato e per questo anno scolastico arriverà sul cedolino dello stipendio di ottobre. L’obiettivo del bonus insegnanti è quello di agevolare l'autoformazione del corpo docente, così come ha spiegato anche ministro Stefania Giannini. Non tutti gli insegnanti sono stati ammessi al bonus però e questo non è l’unico punto interrogativo sulla novità fiscale. Facciamo chiarezza

Sono esclusi dal bonus insegnanti i docenti precari e quelli che, pur essendo oggi di ruolo, non hanno raggiunto la provincia provvisoria di titolarità perché hanno avuto fino al 31 agosto, un contratto a tempo determinato.

 

Questo almeno è ciò che trapela dai sindacati alla vigilia dell’accredito del bonus insegnanti nello stipendio di ottobre dei beneficiari. Coloro che occuperanno il posto di ruolo provvisorio con la fase C (quindi a dicembre) riceveranno il bonus di 500 euro in una seconda ondata.

Bonus insegnanti: come spendere i 500 euro

I 500 euro di bonus insegnanti sono caricati su una Carta  elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.  Per questo primo anno, per questioni di praticità, la somma sarà aggiunta la cedolino dello stipendio di ottobre ma è bene precisare che non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile e quindi la quota Irpef resta invariata.

Fino a che persistono i requisiti, la carta viene ricaricata ogni anno scolastico di 500 euro, così come previsto dal comma 121 dell’art. 1 della legge 107/2015. Maquali acquisti sono finanziabili? Vi rientrano libri e testi, anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste per l’aggiornamento professionale ma anche hardware e software, iscrizioni a corsi inerenti al profilo professionale e abbonamenti teatrali o al cinema oppure ingressi a mostre e musei e spettacoli culturali. E’ onere del docente dimostrare in che modo sono stati spesi i 500 euro presentando tutte le relative fattura

alla segreteria contabile della scuola di servizio entro e non oltre il 31 agosto 2016.

Tablet: deducibilità come un computer o come un telefono?

Al giorno d’oggi cresce vorticosamente l’acquisto di tablet che diventano strumenti di lavoro indispensabili. Con il tablet, l’ultrapiatta tavoletta, si ha a portata di mano un devices in grado di svolgere quasi tutte le attività di un pc e di un telefono contemporaneamente; per queste ragioni esso sta diventando uno dei migliori strumenti aziendali di cui ormai quasi tutti sono dotati.

Sebbene i tablet siano diventati di uso comune è anche vero che sono spesso sorti dei dubbi sul loro corretto trattamento fiscale.

Non possono seguire completamente le norme dei computer, perché non sono propriamente dei computer, così come non è corretto seguire le norme dei telefoni in quanto essi non sono dei telefoni: insomma il tablet è un supporto ibrido (anche fiscalmente).

Spesso e volentieri però si applica la disciplina prevista per i computer portatili per quanto riguarda il costo d’acquisto mentre le spese di utilizzazione vengono considerate spese telefoniche (deducibili 80%).

In merito alla questione tablet ad oggi l’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito alcuna posizione.

Trattamento ai fini delle imposte dirette:

1) Costo d’acquisto: se il tablet ha un prezzo superiore ad € 516,46 la deducibilità è prevista per quote di ammortamento (coefficiente 20%). Se il costo non è superiore ad € 516,46 si può seguire la norma che ne prevede la deducibilità integrale nell’esercizio di sostenimento ma è persino possibile la deduzione tramite quote di ammortamento con il coefficiente del 20% .

2) Spese per l’utilizzo: per quanto riguarda le spese connesse all’utilizzo del tablet, trattandosi di spese telefoniche, le stesse sono deducibili, ai sensi dell’art. 102, comma 9, TUIR, nella misura dell’80%.

Trattamento ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto:

1) Costo d’acquisto: l’IVA relativa all’acquisto del tablet è detraibile in base al principio di inerenza. Tale principio determina la detraibilità fiscale della componente negativa in oggetto se e nella misura in cui è utilizzata nell’esercizio dell’impresa/lavoro autonomo.

2) Spese per l’utilizzo: l’IVA relativa alle spese di utilizzo del tablet è detraibile sempre in base al principio di inerenza, quindi, è interamente detraibile nel sol caso che l’utilizzo del bene sia riconducibile esclusivamente all’attività d’impresa/lavoro autonomo.

La locazione operativa è una soluzione che consente, a fronte del pagamento di un canone fisso periodico, di avere la disponibilità di un bene strumentale all’esercizio della propria professione o attività imprenditoriale, senza acquisirne la proprietà.
Questo servizio è indicato per i clienti che cercano una soluzione flessibile, che permetta un continuo rinnovo tecnologico mettendoli al riparo dal rischio di obsolescenza dei beni aziendali.

Questa soluzione può essere utilizzata sia per l'acquisto dei nostri software che per qualsiasi esigenza di rinnovo del vostro parco hardware e informatico che per apparati tecnologici di qualunque natura ( videosorveglianza, siti web, ecc.)

I vantaggi della locazione

:: Mantenimento della liquidità
:: Miglioramento sensibile del rating creditizio
:: Sicurezza di pianificazione grazie ai canoni costanti
:: Tecnologia sempre aggiornata
:: Locazione anche per attrezzature di importo limitato a partire da 500 euro
:: Vantaggi fiscali legati alla deducibilità dei canoni

Il meccanismo applicativo del nuovo incentivo previsto dal disegno di legge di Stabilità per il 2016 differisce sia dalle detassazioni Tremonti, sia dal recente credito d’imposta per i nuovi investimenti. Si differenzia altresì da quello dei precedenti ammortamenti anticipati, perché non riguarda solo i primi esercizi di entrata in funzione del bene, e accelerati, perché non dipende dalla più intensa utilizzazione dei beni rispetto a quella normale del settore. L’agevolazione spetta sia alle imprese che agli esercenti arti e professioni e riguarda anche le autovetture e i computer.

Uno degli aspetti di maggiore appeal della nuova maggiorazione del 40% degli ammortamenti e delle quote capitale dei canoni di leasing prevista nel disegno di legge di Stabilità per il 2016 è rappresentato dalla sua applicazione a tutti i beni strumentali nuovi delle imprese e degli esercenti arti e professioni, e non soltanto a quelli compresi nella divisione 28 della tabella ATECO (come avvenuto per il precedente credito d’imposta per i nuovi investimenti).

Sono esclusi soltanto i beni espressamente elencati nella norma e cioè:
- i fabbricati e le costruzioni,
- i beni per i quali sono stabiliti nel D.M. 31 dicembre 1988 coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%,
- le condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti balneari e termali e per la produzione e distribuzione di gas naturale,
- il materiale rotabile, ferroviario e tranviario e
- gli aerei completi di equipaggiamento.
Sono stati menzionati, come detto, i fabbricati e le costruzioni, ragion per cui l’incentivo dovrebbe spettare per i macchinari e gli impianti infissi al suolo, cioè quelli che non possono essere agevolmente rimossi e posizionati in altro luogo mantenendo inalterata la loro originaria funzionalità (quali i silos per alimenti e gli impianti di distribuzione dei carburanti) e per gli impianti fotovoltaici assimilati ai beni mobili (per i quali nella circolare n. 36/E del 2013 è stata sancita l’applicazione del coefficiente di ammortamento del 9%). Questi ultimi impianti sono, invece, esclusi se assimilati ai beni immobili, così come avviene per tutti quelli per i quali è stabilito un coefficiente inferiore al 6,5% (nella stessa circolare è stata, infatti, prevista per tali impianti l’applicazione del coefficiente del 4%).
Il beneficio spetta ai beni strumentali e non a quelli merce e ai materiali di consumo. I beni devono esserenuovi, cioè non utilizzati in precedenza.
Rientrano, pertanto, nell’agevolazione anche beni strumentali di larga diffusione, quali autovetture e computerutilizzati nell’esercizio dell’attività.
Appare, però, opportuno precisare le modalità di applicazione previste per i veicoli.
L’incentivo spetta per tutte le tipologie di autovetture di imprese, artisti e professionisti, siano esse utilizzate esclusivamente quali beni strumentali nell’attività propria (come quelle delle società di noleggio, delle autoscuole e dei tassisti), date in uso promiscuo ai dipendenti, utilizzate da agenti o rappresentanti di commercio o utilizzate diversamente da quelle precedenti.
Soltanto per questi ultimi veicoli, di cui all’art. 164, comma 1, lettera b), TUIR (e per i quali la deduzione è stabilita nella misura del 20%), sono altresì maggiorati del 40% i limiti rilevanti per la deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.
I primi commentatori hanno sollevato il dubbio se dovessero essere maggiorate del 40% anche le percentuali del 20, del 70 e dell’80 per cento stabilite per le diverse tipologie di autoveicoli.
Nella relazione di accompagnamento è stato al riguardo precisato che la maggiorazione “produce effetti solo ed esclusivamente ai fini del computo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing”: restano, quindi,invariate le dette percentuali, che hanno, d’altronde, la diversa finalità di forfetizzare l’inerenza dei costi relativi a tali beni.
Il riferimento esclusivo agli ammortamenti e ai canoni comporta che il costo non è, invece, incrementabile ai fini dell’applicazione delle altre norme, quali quelle relative alla determinazione delle plus/minusvalenze, al plafond per la deducibilità delle spese di manutenzione, alla deduzione delle spese di gestione delle auto e dei canoni di noleggio a lungo termine nonché al calcolo del test di operatività e del reddito minimo delle società di comodo.
L’agevolazione spetta soltanto ai fini delle imposte sui redditi e non dell’IRAP e riguarda l’intero ammontare degli investimenti (e non l’eccedenza rispetto agli anni precedenti, come avvenuto per la precedente agevolazione), i quali devono essere effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.
É possibile fruire dell’incentivo per tutto il periodo di deduzione degli ammortamenti e dei canoni, fino all’eventuale cessione del bene.
Incentivare le imprese che investono in ricerca e sviluppo, e fornire allo stesso tempo un'opportunità ai ricercatori. Sono questi gli obiettivi principali del credito d'imposta in ricerca e sviluppo, introdotto ancora con il decreto Destinazione Italia (art. 3 D.l. 145/2013) ma mai attuato. Il provvedimento è stato modificato con la Legge di Stabilità 2015, e recentemente attuato con un decreto ministeriale. Le novità più importanti introdotte con la Legge di stabilità 2015 sono: estensione del credito a tutte le aziende, non più solo PMI; innalzamento del tetto massimo agevolabile (5 milioni anziché 2,5 milioni) e abbattimento della spesa minima per gli investimenti (30.000 Euro anziché 50.000 Euro); prolungamento dell'agevolazione fino al 2019 (anziché fino al 2016).
 
Credito d'imposta ricerca e sviluppo: i beneficiari

Il credito è riconosciuto a tutte le  imprese:

  • indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato;
  • che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo (R&S) a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014, e fino a quello in corso al 31.12.2019. Per i soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare il credito d'imposta riguarda gli investimenti effettuati nel quinquennio 2015-2019.
 Credito d'imposta ricerca e sviluppo: le condizioni
 
Il credito d’imposta è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, effettuata in ciascun periodo d'imposta:
  • ammonti ad Euro 30.000;
  • ecceda la media degli investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015. Se l'attività è iniziata da meno di tre anni, ai fini del calcolo della media si considerano i periodo d'imposta precedenti esistenti alla data della costituzione.
Le spese agevolabili sono:
  • costi relativi al personale altamente qualificato (lett. a comma 1 art. 4 del decreto 27.05.2015),
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l'attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell'imposta sul valore aggiunto (lett. b comma 1 art. 4 del decreto 27.05.2015),
  • spese relative alla ricerca extra muros (lett.c comma 1 art. 4 del decreto 27.05.2015) ossia contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start-up innovative (di cui all'art. 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179),
  • competenze tecniche e privative industriali (lett. d comma 1 art. 4 del decreto 27.05.2015)) relative a un'invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterno
Il credito viene concesso fino all’importo massimo annuo di 5 milioni di Euro per ciascun beneficiario, nelle seguenti misure:
  • 50% della spesa incrementale (ossia la spesa eccedente la media annuale dei 3 periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015), per i costi di cui alle lettere a) e c) del comma 1 dell'art. 4 del decreto (costi relativi al personale altamente qualificato, spese relative alla ricerca extra muros);
  • 25% della spesa incrementale, per i costi di cui alle lettere b) e d) del comma 1 dell'art. 4 del decreto (quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio,competenze tecniche e privative industriali).
Ai fini del calcolo del credito spettante occorre determinare la spesa incrementale agevolabile, separatamente per ciascuna tipologia di spesa. Nel caso in cui:
  • entrambe le tipologie di spesa dovessero registrare un incremento, il credito sarà calcolato applicando a ciascun incremento l'aliquota prevista per il relativo gruppo di spese (o 5o o 25%);
  • l'incremento dovesse riguardare solamente una tipologia di spesa, il credito sarà calcolato applicando l'aliquota prevista per quel gruppo di spesa all'ammontare della spesa incrementale complessiva.
Il credito d’imposta:
  • va indicato nel mod. UNICO relativo al periodo d’imposta nel corso del quale lo stesso è maturato;
  • non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP;
  • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi ex artt. 61 e 109, TUIR;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui i costi ammissibili sono stati sostenuti (quindi dal 2016);
  • è cumulabile con il credito d'imposta  per l'assunzione di personale altamente qualificato, previsto dall'art. 24 D.l. 83/2012.
 Credito d'imposta ricerca e sviluppo: controlli
Le imprese che beneficiano di questa agevolazione devono conservare tutta la documentazione utile a dimostrare la loro ammissibilità.
 
L'Agenzia delle Entrate effettuerà i controlli sulla base della documentazione contabile, che dovrà essere certificata dal soggetto incaricato alla revisione contabile o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori. Tale certificazione dovrà essere allegata al bilancio. Anche le imprese non soggette a revisione legale dei conti, e prive di collegio sindacale, devono avvalersi della certificazione di un revisore o di una società di revisione. Sono escluse da questo obbligo le imprese con bilancio certificato.
 
Nel caso in cui, a seguito dei controlli, si accerti l'indebita fruizione del credito (anche parziale), l'Agenzia delle Entrate provvederà al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni.

Essendo sempre più praticata la dematerializzazione della carta, la tua azienda deve essere pronta a fare un cambiamento. Hai mai pensato a  un sistema di gestione del flusso documentale?

Il flusso documento è fondamentale per gestire bene la tua azienda perché ti consente di tenere traccia della produttività e dell'avanzamento dei lavori.

Un software gestionale deve poter gestire correttamente il workflow documentale per fare anche un primo passo verso la certificazione ISO della tua azienda. Deve quindi essere un valido strumento  in grado di facilitare la creazione e lo scambio di documenti all’interno di un’organizzazione.

La tua azienda non hi ancora implementato un flusso di lavoro documentale? Rimedia subito! Non averlo ancora fatto riduce la produttività dell’azienda, e sono molti gli svantaggi di non averlo ancora fatto: documenti si possono smarrire documenti, e non è possibile identificare le persone che hanno lavorato su un determinato documento; peggio ancora determinati lavori o attività potrebbero rimanere inconclusi poiché non tracciati. Tutto questo infine si traduce in errori di vitale importanza per la tua società, che portano alla fuga dei clienti e ai mancati guadagni.

Il nostro software gestionale PrimaNota implementa nativamente il workflow documentale, consentendoti ti completare con successo le attività di vendita e produzione. La gestione delle attività periodiche, come i contratti di assistenza, i contratti di vendita trimestrali o le manutenzioni programmate viene gestita in maniera quasi del tutto automatica, sottoponendo al costante controllo dei direttori commerciali o dei responsabili di produzione tutte le attività in modo da concluderle sempre nei tempi previsti.

Contattaci per saperne di più, è gratis!

ImpresaCloud

ImpresaCloud

Laboratorio di informatica e di elettronica

Cerchi informazioni sulle riparazioni in laboratorio? Hai qualche curiosità riguardo la riparazione di qualche scheda elettronica in particolare? Nella sezione Riparazioni del nostro Blog troverai moltissime informazioni utili e curiosità riguardanti il mondo dell'informatica e dell'elettronica.

 

Software gestionali

Nel nostro Blog troverai gratis tante informazioni utili riguardo i nostri software gestionali, guide passo-passo per l'utilizzo dei programmi, suggerimenti e aiuto.

 

Sistemistica informatica

Nel Blog Sistemistica troverai interessanti articoli scritti dal nostro team riguardanti il mondo di BSD, Linux, e dei Server Windows. Tutorial, best-practices, e tanto altro.

 

Notizie

Notizie interessanti riguardanti l'elettronica e l'informatica.